Canale Monterano

Il Borgo Medievale

Canale Monterano

Il Borgo Medievale

L’attuale paese di Canale Monterano sorse, attorno alla metà del XVI secolo, ad opera di braccianti e taglialegna proveniente dalla Toscana e dall’Umbria, chiamati a disboscare le fitte macchie che ricoprivano il territorio. Le loro prime abitazioni furono semplici capanne, costruite ai piedi del Monte Sassano.

Alla crescita demografica di Canale di Magliano, così era denominato il nucleo di capanne, contribuirono, progressivamente, anche gli abitanti del vecchio abitato di Monterano che, per una concomitanza di fattori, stava subendo un graduale processo di spopolamento, culminato al principio dell’Ottocento.

Col tempo furono edificati i cosiddetti “castelletti”, piccoli nuclei di case sparsi lungo le pendici del monte, ma successivamente Canale acquisì l’aspetto di un vero e proprio borgo, con abitazioni e botteghe affacciare lungo la strada che oggi corrisponde al Corso della Repubblica. Dal 1873, con Regio Decreto, Canale e Montevirginio, uniti da una storia comune, assunsero la denominazione di “Canale Monterano”, nome che sancisce inoltre l’indissolubile legame tra l’antica Monterano e gli odierni centri abitati.

Al centro della piazza principale del paese campeggia una fontana ottagonale, proveniente dall’antico borgo abbandonato e opera di scuola berniniana. Il palazzo Comunale di Canale Monterano, risalente ai primi anni del Novecento, gode di una meravigliosa veduta sulle campagne monteranesi e sui Monti della Tolfa e custodisce al suo interno interessanti testimonianze utili a ricostruire la storia del terriotorio. Oltre a reperti lapidei di epoca romana, ospita la monumentale scultura raffigurante un leone, originariamente posta sula fontana del Palazzo Altieri di Monterano.

INFORMAZIONI UTILI

  • COMUNE:
    Piazza del Campo 9, 00060 Canale Monterano (RM)
    Telefono: 06 9962401
    Email: info@comune.canalemonterano.rm.it

Dalle Origini ai Nostri Giorni:

Dominato dal Monte Sassano, una boscosa montagna di origine vulcanica, il territorio di Canale Monterano racchiude ampie zone pianeggianti e dolci declivi da sempre destinati al pascolo e alla coltivazione, forre scavate dai corsi d’acqua e pianori isolati abitati sin dall’antichità. In particolare Monterano, un’altura tufacea di forma triangolare e con le pareti quesi verticali, posta alla confluenza del fiume Mignone con il torrente Bicione, fu luogo prescelto per lo stanziamento umano nel corso dei millenni. Le tracce più antiche della presenza di un villaggio risalgono forse al Bronzo finale (XI-X sec. a.C.), ma è in epoca etrusca (dal VIII-VII sec. a.C.) che si assiste alla nascita di un insediamento economicamente fiorente, gravitante nell’orbita culturale e commerciale di Caere (Cerveteri) e posto a controllo del fiume Mignone. La rilevanza dell’altura di Monterano è documentata da alcune strade tagliare nel tufo (come il cosiddetto “Cavone”) e da numerosi nuclei di necropoli. Con la romanizzazione dei territori posti a Nord di Roma (IV-III sec. a.C.), il sito etrusco d’altura venne probabilmente abbandonato ma, al contempo, le fertili campagne circostanti si popolarono di ville etrusche e fattorie. I traffici e gli spostamenti erano garantiti da una strada basolata, la Selciatella, che, per mezzo di un imponente viadotto lungo oltre 100 metri, conosciuto come “Ponte del Diavolo”, conduceva all’importante complesso termale di Stigliano. In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476), il pianoro arroccato di Manturanum tornò ad acquisire un ruolo di primo piano. Qui fu spostata la sede vescovile fra VI e inizi del VII secolo e, nel corso del Medioevo, prese forma un castrum, la cui storia proseguì attraverso l’età rinascimentale e moderna con i successivi passaggi a diverse famiglie aristocratiche come gli Anguillara, gli Orsini e gli Altieri, solo per citarne alcuni. Conclusesi le turbolenze del Medioevo e mutate le esigenze economiche e produttive, a partire dal Cinquecento nacquero, sul Monte Sassano ed in località Canale di Magliano, insediamento di capanne che saranno i futuri abitanti di Montevirginio e Canale, mentre nelle campagne sorsero numerosi casali. Fra Seicento e Settecento il feudo di monterano subì un progressivo spopolamento e declino che gli interventi urbanistici di Papa Clemente X Altieri non riuscirono ad arrestare. Dopo il 1799, in seguito ad un saccheggio delle truppe francesi, il borgo di Monterano si avvia ad essere definitivamente abbandonato e spogliato degli stessi abitanti.

Montevirginio:

Montevirginio ebbe origine da un nucleo di capanne sorte sulle pendici settentrionali del Monte Sassano e si sviluppò per iniziativa di Virgilio Orsini, duca di Bracciano, al principio del XVII secolo.

Ma l’occupazione di questo versante di montagna risale ad un periodo ben più antico. In epoca romana, infatti, sul Mons Saxanus era praticato il culto di Bona Dea, dea madre della fertilità e della salute, alla quale eran offerti doni rituali dalle donne di un villaggio posto nelle vicinanze. Doveva far parte di questo santuario anche un’ara a forma cubica, con dedica di Numerio Pullio, ricavata direttamente dalla roccia e localmente conosciuta come “Altarone”.

Fra Cinquecento e Seicento sulle falde della collina si istallarono i coloni umbri e toscani; inoltre nel 1615 il versante settentrionale del Monte, proprietà della famiglia Orsini, fu scelto per fondare un santuario eremitico dedicato al culto della Madre di Dio. Monte Virginio, che prese il nome del duca Virginio Orsini, ebbe dunque una genesi solo in parte simile a quella di Canale. Lungo la strada principale fu innalzata la chiesa, si sviluppò la piazza e sorsero le case, disposte isolate o a schiera. Più tardi il nuovo centro abitato venne inserito in un progetto di riassetto urbanistico promosso dalla famiglia Altieri, divenuta proprietaria di queste terre nel 1671.

Una lunga strada bordata di olmi, detta “l’Olmata”, che attraversava il borgo, fu creata come asse di collegamento fisico e visivo tra il palazzo Altieri di Oriolo e l’Eremo. A questo asse doveva corrisponderne uno perpendicolare, a formare una croce, mai terminato. Il centro storico di Montevirginio con la passeggiata delle “Olmate” e con l’Eremo si presenta piacevole e vale la visita.

La Fontana del Leone:

Nel 1671 il feudo monteranese fu acquistato dalla famiglia del papa Clemente X Altieri. I nuovi feudatari incaricarono Gian Lorenzo Bernini della sistemazione urbanistica cittadina, realizzata nel volgere di qualche anno sotto la direzione di Mattia de Rossi.

Il Bernini progettò la chiesa e il convento di San Bonaventura e la facciata del palazzo ducale con la mirabile e geniale fontana del Leone.

L’attuale paese di Canale Monterano sorse, attorno alla metà del XVI secolo, ad opera di braccianti e taglialegna proveniente dalla Toscana e dall’Umbria, chiamati a disboscare le fitte macchie che ricoprivano il territorio. Le loro prime abitazioni furono semplici capanne, costruite ai piedi del Monte Sassano.

Alla crescita demografica di Canale di Magliano, così era denominato il nucleo di capanne, contribuirono, progressivamente, anche gli abitanti del vecchio abitato di Monterano che, per una concomitanza di fattori, stava subendo un graduale processo di spopolamento, culminato al principio dell’Ottocento.

Col tempo furono edificati i cosiddetti “castelletti”, piccoli nuclei di case sparsi lungo le pendici del monte, ma successivamente Canale acquisì l’aspetto di un vero e proprio borgo, con abitazioni e botteghe affacciare lungo la strada che oggi corrisponde al Corso della Repubblica. Dal 1873, con Regio Decreto, Canale e Montevirginio, uniti da una storia comune, assunsero la denominazione di “Canale Monterano”, nome che sancisce inoltre l’indissolubile legame tra l’antica Monterano e gli odierni centri abitati.

Al centro della piazza principale del paese campeggia una fontana ottagonale, proveniente dall’antico borgo abbandonato e opera di scuola berniniana. Il palazzo Comunale di Canale Monterano, risalente ai primi anni del Novecento, gode di una meravigliosa veduta sulle campagne monteranesi e sui Monti della Tolfa e custodisce al suo interno interessanti testimonianze utili a ricostruire la storia del terriotorio. Oltre a reperti lapidei di epoca romana, ospita la monumentale scultura raffigurante un leone, originariamente posta sula fontana del Palazzo Altieri di Monterano.

INFORMAZIONI UTILI

  • COMUNE:
    Piazza del Campo 9, 00060 Canale Monterano (RM)
    Telefono: 06 9962401
    Email: info@comune.canalemonterano.rm.it

Dalle Origini ai Nostri Giorni:

Dominato dal Monte Sassano, una boscosa montagna di origine vulcanica, il territorio di Canale Monterano racchiude ampie zone pianeggianti e dolci declivi da sempre destinati al pascolo e alla coltivazione, forre scavate dai corsi d’acqua e pianori isolati abitati sin dall’antichità. In particolare Monterano, un’altura tufacea di forma triangolare e con le pareti quesi verticali, posta alla confluenza del fiume Mignone con il torrente Bicione, fu luogo prescelto per lo stanziamento umano nel corso dei millenni. Le tracce più antiche della presenza di un villaggio risalgono forse al Bronzo finale (XI-X sec. a.C.), ma è in epoca etrusca (dal VIII-VII sec. a.C.) che si assiste alla nascita di un insediamento economicamente fiorente, gravitante nell’orbita culturale e commerciale di Caere (Cerveteri) e posto a controllo del fiume Mignone. La rilevanza dell’altura di Monterano è documentata da alcune strade tagliare nel tufo (come il cosiddetto “Cavone”) e da numerosi nuclei di necropoli. Con la romanizzazione dei territori posti a Nord di Roma (IV-III sec. a.C.), il sito etrusco d’altura venne probabilmente abbandonato ma, al contempo, le fertili campagne circostanti si popolarono di ville etrusche e fattorie. I traffici e gli spostamenti erano garantiti da una strada basolata, la Selciatella, che, per mezzo di un imponente viadotto lungo oltre 100 metri, conosciuto come “Ponte del Diavolo”, conduceva all’importante complesso termale di Stigliano. In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476), il pianoro arroccato di Manturanum tornò ad acquisire un ruolo di primo piano. Qui fu spostata la sede vescovile fra VI e inizi del VII secolo e, nel corso del Medioevo, prese forma un castrum, la cui storia proseguì attraverso l’età rinascimentale e moderna con i successivi passaggi a diverse famiglie aristocratiche come gli Anguillara, gli Orsini e gli Altieri, solo per citarne alcuni. Conclusesi le turbolenze del Medioevo e mutate le esigenze economiche e produttive, a partire dal Cinquecento nacquero, sul Monte Sassano ed in località Canale di Magliano, insediamento di capanne che saranno i futuri abitanti di Montevirginio e Canale, mentre nelle campagne sorsero numerosi casali. Fra Seicento e Settecento il feudo di monterano subì un progressivo spopolamento e declino che gli interventi urbanistici di Papa Clemente X Altieri non riuscirono ad arrestare. Dopo il 1799, in seguito ad un saccheggio delle truppe francesi, il borgo di Monterano si avvia ad essere definitivamente abbandonato e spogliato degli stessi abitanti.

Montevirginio:

Montevirginio ebbe origine da un nucleo di capanne sorte sulle pendici settentrionali del Monte Sassano e si sviluppò per iniziativa di Virgilio Orsini, duca di Bracciano, al principio del XVII secolo.

Ma l’occupazione di questo versante di montagna risale ad un periodo ben più antico. In epoca romana, infatti, sul Mons Saxanus era praticato il culto di Bona Dea, dea madre della fertilità e della salute, alla quale eran offerti doni rituali dalle donne di un villaggio posto nelle vicinanze. Doveva far parte di questo santuario anche un’ara a forma cubica, con dedica di Numerio Pullio, ricavata direttamente dalla roccia e localmente conosciuta come “Altarone”.

Fra Cinquecento e Seicento sulle falde della collina si istallarono i coloni umbri e toscani; inoltre nel 1615 il versante settentrionale del Monte, proprietà della famiglia Orsini, fu scelto per fondare un santuario eremitico dedicato al culto della Madre di Dio. Monte Virginio, che prese il nome del duca Virginio Orsini, ebbe dunque una genesi solo in parte simile a quella di Canale. Lungo la strada principale fu innalzata la chiesa, si sviluppò la piazza e sorsero le case, disposte isolate o a schiera. Più tardi il nuovo centro abitato venne inserito in un progetto di riassetto urbanistico promosso dalla famiglia Altieri, divenuta proprietaria di queste terre nel 1671.

Una lunga strada bordata di olmi, detta “l’Olmata”, che attraversava il borgo, fu creata come asse di collegamento fisico e visivo tra il palazzo Altieri di Oriolo e l’Eremo. A questo asse doveva corrisponderne uno perpendicolare, a formare una croce, mai terminato. Il centro storico di Montevirginio con la passeggiata delle “Olmate” e con l’Eremo si presenta piacevole e vale la visita.

La Fontana del Leone:

Nel 1671 il feudo monteranese fu acquistato dalla famiglia del papa Clemente X Altieri. I nuovi feudatari incaricarono Gian Lorenzo Bernini della sistemazione urbanistica cittadina, realizzata nel volgere di qualche anno sotto la direzione di Mattia de Rossi.

Il Bernini progettò la chiesa e il convento di San Bonaventura e la facciata del palazzo ducale con la mirabile e geniale fontana del Leone.

Galleria del Borgo di Canale Monterano

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